Descrizione
La Sainte-Chapelle è la cappella reale sull'Île de la Cité a Parigi, costruita tra il 1242 e il 1248 da Luigi IX per custodire le reliquie della Passione. È un capolavoro del gotico raggiante, famosa per le pareti quasi interamente di vetrate colorate.
Ha due livelli. La cappella inferiore, bassa e dipinta, era per i servitori e i soldati del palazzo. La cappella superiore, riservata al re e ai suoi ospiti, è dove le pareti quasi svaniscono: 15 grandi vetrate, circa 670 metri quadrati di vetro, per lo più blu profondi e rossi.
Le vetrate sono una delle più vaste raccolte di vetrate del XIII secolo al mondo e si leggono come una Bibbia illustrata: dalla Genesi ai Libri dei Re, fino a Luigi IX stesso che riceve le reliquie. Quasi due terzi del vetro originale sono sopravvissuti alla Rivoluzione.
Il rosone, largo nove metri, è un'aggiunta del XV secolo, con 89 pannelli che illustrano l'Apocalisse. Cerca anche le due nicchie dove pregavano il re e la regina, lui sul lato nord, lei su quello sud.
Il trucco è nascosto: ogni pilastro è mascherato da un fascio di colonnine sottili, e cinture di catene di ferro, celate dietro le sbarre delle vetrate, tengono insieme il tutto. La cappella misura 36 per 17 metri all'esterno, eppure si alza per 42,5 metri, come una cattedrale.
Le reliquie costarono 135.000 livres; la cappella costruita per custodirle, vetrate comprese, appena 40.000. Per Luigi IX la Corona di spine valeva molto più di qualsiasi edificio.
Il re comprò la corona da Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli, che l'aveva data in pegno ai veneziani. Quando arrivò a Parigi nel 1239, Luigi portò lui stesso l'ultimo tratto, a piedi nudi e vestito da penitente.
La Rivoluzione trasformò la cappella in un magazzino di grano, ne distrusse le statue e fuse il grande scrigno d'argento delle reliquie. Poi ospitò gli archivi del tribunale, e la parte bassa delle vetrate fu tolta per dare più luce agli impiegati. Un restauro di 28 anni, iniziato nel 1840, le ha restituito i colori.
La Corona di spine, il motivo di tutto, era custodita in uno scrigno d'argento sopra l'altare, il che fece della cappella una meta di pellegrinaggio rivale dei grandi santuari d'Europa.
Da non perdere
• Le vetrate della cappella superiore.
• La vetrata delle Reliquie della Passione.
• Il rosone.
Lo sapevi?
• Le vetrate della navata sono leggermente più alte di quelle dell'abside, per far sembrare la cappella più lunga.
• La Corona di spine non è più qui: dal 1805 è custodita a Notre-Dame.
Ha due livelli. La cappella inferiore, bassa e dipinta, era per i servitori e i soldati del palazzo. La cappella superiore, riservata al re e ai suoi ospiti, è dove le pareti quasi svaniscono: 15 grandi vetrate, circa 670 metri quadrati di vetro, per lo più blu profondi e rossi.
Le vetrate sono una delle più vaste raccolte di vetrate del XIII secolo al mondo e si leggono come una Bibbia illustrata: dalla Genesi ai Libri dei Re, fino a Luigi IX stesso che riceve le reliquie. Quasi due terzi del vetro originale sono sopravvissuti alla Rivoluzione.
Il rosone, largo nove metri, è un'aggiunta del XV secolo, con 89 pannelli che illustrano l'Apocalisse. Cerca anche le due nicchie dove pregavano il re e la regina, lui sul lato nord, lei su quello sud.
Il trucco è nascosto: ogni pilastro è mascherato da un fascio di colonnine sottili, e cinture di catene di ferro, celate dietro le sbarre delle vetrate, tengono insieme il tutto. La cappella misura 36 per 17 metri all'esterno, eppure si alza per 42,5 metri, come una cattedrale.
Le reliquie costarono 135.000 livres; la cappella costruita per custodirle, vetrate comprese, appena 40.000. Per Luigi IX la Corona di spine valeva molto più di qualsiasi edificio.
Il re comprò la corona da Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli, che l'aveva data in pegno ai veneziani. Quando arrivò a Parigi nel 1239, Luigi portò lui stesso l'ultimo tratto, a piedi nudi e vestito da penitente.
La Rivoluzione trasformò la cappella in un magazzino di grano, ne distrusse le statue e fuse il grande scrigno d'argento delle reliquie. Poi ospitò gli archivi del tribunale, e la parte bassa delle vetrate fu tolta per dare più luce agli impiegati. Un restauro di 28 anni, iniziato nel 1840, le ha restituito i colori.
La Corona di spine, il motivo di tutto, era custodita in uno scrigno d'argento sopra l'altare, il che fece della cappella una meta di pellegrinaggio rivale dei grandi santuari d'Europa.
Da non perdere
• Le vetrate della cappella superiore.
• La vetrata delle Reliquie della Passione.
• Il rosone.
Lo sapevi?
• Le vetrate della navata sono leggermente più alte di quelle dell'abside, per far sembrare la cappella più lunga.
• La Corona di spine non è più qui: dal 1805 è custodita a Notre-Dame.