Descrizione
Il Panthéon è il mausoleo nazionale di Parigi, un monumento neoclassico nel Quartiere Latino, sulla collina di Sainte-Geneviève. Fu costruito dal 1758 al 1790 come chiesa e divenne il luogo di riposo dei grandi uomini e delle grandi donne di Francia.
Il portico ha colonne corinzie, come un tempio greco, e un frontone di David d'Angers (1837) che mostra la Libertà mentre distribuisce corone ai pensatori da un lato e ai soldati dall'altro. L'iscrizione dice: "Ai grandi uomini, la patria riconoscente".
All'interno le pareti raccontano la storia della Francia: dipinti ottocenteschi di Puvis de Chavannes e Jules Eugène Lenepveu su santa Genoveffa, Giovanna d'Arco, Carlo Magno e san Luigi. Guarda in alto: tre cupole, una dentro l'altra. In quella di mezzo c'è l'Apoteosi di santa Genoveffa di Antoine-Jean Gros, vista attraverso il centro aperto della più bassa.
Sotto la cupola oscilla una copia del pendolo di Foucault, lungo 67 metri, con cui Léon Foucault mostrò la rotazione della Terra, proprio qui, nel 1851. L'originale è oggi al Musée des Arts et Métiers.
La cripta è un labirinto di tombe: Voltaire e Rousseau, Victor Hugo ed Émile Zola, Louis Braille, Jean Jaurès, l'eroe della Resistenza Jean Moulin. Marie Curie fu la prima donna sepolta qui per meriti propri. Qui riposa anche Josephine Baker.
Gravemente malato nel 1744, Luigi XV fece voto che, se fosse guarito, avrebbe donato a santa Genoveffa, patrona di Parigi, una chiesa degna di lei. Guarì. Ma non vide mai la chiesa, e nemmeno il suo architetto. E quando fu finita, non era più una chiesa.
Jacques-Germain Soufflot progettò una cupola per rivaleggiare con San Pietro a Roma e San Paolo a Londra, tutta in pietra e rinforzata con tiranti di ferro, un precursore degli edifici in cemento armato. I lavori andarono avanti fino al 1790, giusto in tempo per la Rivoluzione.
Nel 1791 i rivoluzionari ne fecero un tempio della nazione. Le finestre furono murate per renderlo più solenne. Mirabeau e Marat furono dichiarati nemici della Rivoluzione e cacciati; Voltaire e Rousseau rimasero. Per quasi un secolo passò avanti e indietro tra chiesa e mausoleo, fino al 1881. Poi arrivò Victor Hugo.
Da non perdere
• Il pendolo di Foucault.
• La cripta.
• L'Apoteosi di santa Genoveffa.
Lo sapevi?
• Gros dovette ridipingere la cupola: dopo la caduta di Napoleone, al suo posto arrivò Luigi XVIII.
• La storia che i resti di Voltaire siano finiti in una discarica è falsa: quando la sua bara fu aperta nel 1897, lui era ancora lì.
• La cupola esterna, alta 83 metri, è sormontata da una croce o da una bandiera, a seconda che l'edificio sia una chiesa o un monumento laico.
Il portico ha colonne corinzie, come un tempio greco, e un frontone di David d'Angers (1837) che mostra la Libertà mentre distribuisce corone ai pensatori da un lato e ai soldati dall'altro. L'iscrizione dice: "Ai grandi uomini, la patria riconoscente".
All'interno le pareti raccontano la storia della Francia: dipinti ottocenteschi di Puvis de Chavannes e Jules Eugène Lenepveu su santa Genoveffa, Giovanna d'Arco, Carlo Magno e san Luigi. Guarda in alto: tre cupole, una dentro l'altra. In quella di mezzo c'è l'Apoteosi di santa Genoveffa di Antoine-Jean Gros, vista attraverso il centro aperto della più bassa.
Sotto la cupola oscilla una copia del pendolo di Foucault, lungo 67 metri, con cui Léon Foucault mostrò la rotazione della Terra, proprio qui, nel 1851. L'originale è oggi al Musée des Arts et Métiers.
La cripta è un labirinto di tombe: Voltaire e Rousseau, Victor Hugo ed Émile Zola, Louis Braille, Jean Jaurès, l'eroe della Resistenza Jean Moulin. Marie Curie fu la prima donna sepolta qui per meriti propri. Qui riposa anche Josephine Baker.
Gravemente malato nel 1744, Luigi XV fece voto che, se fosse guarito, avrebbe donato a santa Genoveffa, patrona di Parigi, una chiesa degna di lei. Guarì. Ma non vide mai la chiesa, e nemmeno il suo architetto. E quando fu finita, non era più una chiesa.
Jacques-Germain Soufflot progettò una cupola per rivaleggiare con San Pietro a Roma e San Paolo a Londra, tutta in pietra e rinforzata con tiranti di ferro, un precursore degli edifici in cemento armato. I lavori andarono avanti fino al 1790, giusto in tempo per la Rivoluzione.
Nel 1791 i rivoluzionari ne fecero un tempio della nazione. Le finestre furono murate per renderlo più solenne. Mirabeau e Marat furono dichiarati nemici della Rivoluzione e cacciati; Voltaire e Rousseau rimasero. Per quasi un secolo passò avanti e indietro tra chiesa e mausoleo, fino al 1881. Poi arrivò Victor Hugo.
Da non perdere
• Il pendolo di Foucault.
• La cripta.
• L'Apoteosi di santa Genoveffa.
Lo sapevi?
• Gros dovette ridipingere la cupola: dopo la caduta di Napoleone, al suo posto arrivò Luigi XVIII.
• La storia che i resti di Voltaire siano finiti in una discarica è falsa: quando la sua bara fu aperta nel 1897, lui era ancora lì.
• La cupola esterna, alta 83 metri, è sormontata da una croce o da una bandiera, a seconda che l'edificio sia una chiesa o un monumento laico.