Descrizione
La Conciergerie è un palazzo reale medievale sull'Île de la Cité che durante la Rivoluzione divenne la prigione di Parigi. Le sue enormi sale gotiche e alcuni ambienti conservati raccontano come la casa di un re si trasformò nell'anticamera della ghigliottina.
La sala più nota è la Sala delle Guardie, costruita da Filippo IV all'inizio del Trecento. È lunga circa 60 metri, la più grande sala gotica non religiosa d'Europa, dove un tempo fino a duemila guardie e servitori si riunivano per mangiare.
Un'altra è la Sala dei Nomi, con le pareti coperte dai nomi di più di quattromila persone condannate a morte dal Tribunale rivoluzionario. E la cappella espiatoria sorge dove c'era la cella di Maria Antonietta, che vi trascorse le ultime settimane, sorvegliata giorno e notte da due gendarmi.
All'esterno quattro torri medievali si alzano lungo la Senna, tra cui la Torre dell'Orologio all'angolo, con il primo orologio pubblico di Parigi. Il palazzo sta nel cuore dell'isola, accanto alla Sainte-Chapelle e al palazzo di giustizia.
I carcerieri chiamavano la Conciergerie «l'alloggio ammobiliato più redditizio di Parigi». Un prigioniero ricco poteva pagarsi un letto, andare alla ghigliottina pochi giorni dopo e lasciarlo libero per il successivo ospite pagante. I poveri dormivano sulla paglia.
L'edificio era stato fatto per i re. Sull'isola, dove un governatore romano aveva avuto la sua fortezza, i Capetingi costruirono il Palais de la Cité, e intorno al 1300 Filippo IV gli diede le grandi sale. Negli anni 1360 Carlo V se ne andò, e il palazzo cominciò a riempirsi di celle.
Nel 1793 il Tribunale rivoluzionario si installò al piano di sopra: in 780 giorni mandò a morte 2.780 persone. Robespierre fu poi rinchiuso nella stessa cella di Maria Antonietta. La prigione chiuse solo nel 1934.
La sala più nota è la Sala delle Guardie, costruita da Filippo IV all'inizio del Trecento. È lunga circa 60 metri, la più grande sala gotica non religiosa d'Europa, dove un tempo fino a duemila guardie e servitori si riunivano per mangiare.
Un'altra è la Sala dei Nomi, con le pareti coperte dai nomi di più di quattromila persone condannate a morte dal Tribunale rivoluzionario. E la cappella espiatoria sorge dove c'era la cella di Maria Antonietta, che vi trascorse le ultime settimane, sorvegliata giorno e notte da due gendarmi.
All'esterno quattro torri medievali si alzano lungo la Senna, tra cui la Torre dell'Orologio all'angolo, con il primo orologio pubblico di Parigi. Il palazzo sta nel cuore dell'isola, accanto alla Sainte-Chapelle e al palazzo di giustizia.
I carcerieri chiamavano la Conciergerie «l'alloggio ammobiliato più redditizio di Parigi». Un prigioniero ricco poteva pagarsi un letto, andare alla ghigliottina pochi giorni dopo e lasciarlo libero per il successivo ospite pagante. I poveri dormivano sulla paglia.
L'edificio era stato fatto per i re. Sull'isola, dove un governatore romano aveva avuto la sua fortezza, i Capetingi costruirono il Palais de la Cité, e intorno al 1300 Filippo IV gli diede le grandi sale. Negli anni 1360 Carlo V se ne andò, e il palazzo cominciò a riempirsi di celle.
Nel 1793 il Tribunale rivoluzionario si installò al piano di sopra: in 780 giorni mandò a morte 2.780 persone. Robespierre fu poi rinchiuso nella stessa cella di Maria Antonietta. La prigione chiuse solo nel 1934.